Immobili di nuova costruzione: il co-living come leva strategica
Redazione GHV 2026-03-12

Gli immobili di nuova costruzione progettati per offrire soluzioni co-living rappresentano oggi una delle evoluzioni più interessanti del mercato residenziale contemporaneo, anche in ottica di investimento.
Il termine inglese co-living identifica infatti un modello abitativo in cui i residenti affittano stanze private all'interno di una struttura condivisa, beneficiando di ampi spazi comuni e una serie di servizi inclusi.
In un contesto caratterizzato da trasformazioni demografiche, crescente mobilità lavorativa e domanda di flessibilità abitativa, il co-living si configura come un modello capace di coniugare efficienza progettuale, sostenibilità economica e attrattività per capitali istituzionali.
Per sviluppatori, fondi e SGR, integrare soluzioni di co-living nei nuovi sviluppi significa dunque intercettare una domanda strutturale emergente e diversificare l’offerta, con uno sguardo anche all’architettura residenziale sostenibile e, più in generale, ai criteri ESG (Environmental, Social e Governance).

Immobili di nuova costruzione: cos’è il co-living e perché sta crescendo
Come accennato, gli immobili di nuova costruzione che offrono soluzioni abitative co-living sono progetti residenziali pensati fin dall’origine per integrare unità abitative private e spazi condivisi ad alto valore aggiunto: cucine comuni, aree coworking, lounge, palestre, terrazze attrezzate e servizi gestiti.
A differenza della semplice condivisione abitativa tradizionale, il co-living è un prodotto immobiliare strutturato, con:
- layout progettati per ottimizzare spazi e funzionalità;
- servizi centralizzati e gestione professionale;
- contratti flessibili;
- forte componente comunitaria.
Il driver principale del modello abitativo co-living è infatti demografico e socio-economico. Con l’aumentare dei nuclei monocomponente, cresce anche la mobilità lavorativa, si diffonde lo smart working e si rafforza la ricerca di soluzioni abitative flessibili nei grandi centri urbani.
Per giovani professionisti, expat, studenti nei primi anni post-laurea e lavoratori temporanei, il co-living rappresenta infatti un compromesso efficace tra autonomia e socialità.
Dal punto di vista immobiliare, progettare immobili di nuova costruzione in ottica co-living consente di:
- massimizzare l’efficienza della superficie lorda;
- incrementare il valore unitario per metro quadro;
- generare rendimenti più elevati rispetto alla locazione tradizionale;
- ridurre i tempi di assorbimento sul mercato.
Il co-living si inserisce così nel più ampio trend del living alternativo, accanto a student housing, senior housing, affordable housing e Build-to-Rent (BTR), contribuendo alla trasformazione strutturale del residenziale.

Modelli di co-living in Europa e in Italia: casi di successo
Approfondendo la tematica delle nuove costruzioni in rapporto al modello co-living, è possibile osservare come il panorama europeo offra già esempi concreti di co-living sviluppati come categoria di investimenti autonoma e scalabile.
Tra i principali operatori europei si distingue ad esempio The Collective, che rientra tra i pionieri del co-living strutturato nel Regno Unito, con progetti di grande scala a Londra caratterizzati da servizi integrati e gestione centralizzata.
Un altro esempio rilevante in questo ambito è Colonies, l’operatore francese che sviluppa e gestisce spazi di co-living in diverse città europee, con un modello orientato a giovani professionisti e una forte attenzione alla componente digitale e alla gestione efficiente degli immobili.
Nel contesto italiano, invece, il co-living sta progressivamente trovando spazio all’interno di progetti di rigenerazione urbana e nuove iniziative BTR, soprattutto a Milano, Roma e Bologna.
In questi contesti, infatti, esistono operatori specializzati e sviluppatori che stanno sperimentando formule ibride che combinano:
- micro-unità arredate;
- spazi comuni di qualità;
- servizi inclusi nel canone;
- contratti flessibili.
Questi progetti dimostrano come gli immobili di nuova costruzione che si basano sul modello co-living possano essere sviluppati con un approccio industriale, integrando progettazione architettonica, gestione operativa e strategia finanziaria.
Per fondi e SGR, il co-living rappresenta dunque un segmento interessante, soprattutto grazie a:
- un rendimento potenzialmente superiore rispetto al residenziale tradizionale;
- una domanda resiliente nelle aree urbane dinamiche;
- un maggiore controllo gestionale dell’asset.

Co-living e nuove strategie di sviluppo: opportunità per sviluppatori, fondi e SGR
Alla luce del quadro appena descritto, appare chiaro come integrare soluzioni di co-living negli immobili di nuova costruzione significhi ripensare l’intero processo di sviluppo, dalla fase di progettazione fino alla commercializzazione.
Dal punto di vista progettuale, è fondamentale:
- definire un mix tipologico coerente con il target;
- bilanciare correttamente superfici private e comuni;
- garantire elevati standard di efficienza energetica;
- predisporre infrastrutture digitali adeguate.
Dal punto di vista finanziario, inoltre, il co-living consente di strutturare modelli di business basati su:
- gestione diretta (operatore integrato);
- partnership tra sviluppatore e gestore specializzato;
- veicoli di investimento dedicati.
Per SGR e investitori istituzionali, gli immobili di nuova costruzione co-living possono così offrire:
- flussi di cassa ricorrenti e diversificati;
- maggiore controllo sulla valorizzazione dell’asset;
- integrazione naturale nei portafogli legati ai criteri ESG.
In un mercato residenziale sempre più segmentato e competitivo, il co-living non rappresenta più una nicchia, quanto piuttosto una risposta strutturale ai nuovi bisogni abitativi.
Per il mercato italiano, ancora in fase di sviluppo rispetto ad altri Paesi europei, gli immobili di nuova costruzione che offrono soluzioni di co-living costituiscono una delle opportunità più interessanti in ottica di investimento nei prossimi anni.
Per operatori, fondi e sviluppatori, la sfida non è soltanto quella di intercettare il trend, ma anche di progettare prodotti coerenti con la domanda reale, capaci di coniugare sostenibilità economica, qualità architettonica e gestione professionale nel lungo periodo. Una sfida che può essere vinta anche grazie a un partner specializzato come Gabetti Home Value e al suo modello operativo.
Altri articoli correlati
Benessere abitativo e salute: la qualità edilizia come leva strategica immobiliare
Il rapporto tra benessere abitativo e salute è un fattore sempre più rilevante nelle dinamiche del mercato immobiliare che, come molti altri settori, è sempre più connesso con le nuove tendenze e abitudini che mirano ad aumentare la qualità di vita, proprio a partire dalle mura domestiche.
Build-to-Rent in Italia: evoluzione del mercato e opportunità di investimento
Il Build-to-Rent (BTR) in Italia rappresenta una delle asset class del living più attenzionate dagli investitori. Nato nei mercati anglosassoni, il modello noto come Build-to-Rent - espressione che letteralmente significa “costruire per affittare” - si basa sulla realizzazione di immobili residenziali destinati specificamente alla locazione di lungo periodo e gestiti in modo professionale.

